La Favola Zero

Oggi mi è capitato di vedere questo video realizzato da ZERO , un trio di filmakers che hanno voluto raccontare con delle micro storie, ironiche ma spesso non così distanti dal vero, la situazione nella quale si trovano spesso molti liberi professionisti.

Questi video mi hanno fatto ricordare una “favola” semi-seria che ho scritto tempo fa:

C’era una volta un re, che disse al suo architetto “raccontami una favola”. E la favola cominciò: …”C’era una volta un re,che disse al suo architetto “raccontami una favola”. E la favola cominciò…”

I signori B. (nome di fantasia!Nessun riferimento ad alcun “signor B.” è voluto!) entrarono con un atteggiamento a metà tra il riverenziale e l’occhio critico di un sergente maggiore dei marines che ispeziona la pulizia del corrimano passandoci sopra l’indice candidamente inguantato.
Li facciamo accomodare.

“Bene, signori B. , siamo a vostra disposizione, diteci pure cosa possiamo fare per voi”

Da qui parte la lista di richieste dei signori B. che riguardano il pavimento in piastrelle che mal si intona con gli arredi scelti, il soggiorno diventato troppo piccolo dopo l’arrivo del primogenito B. Junior, la cucina che non sarebbe male se si potesse allargare e utilizzarla meglio con un tavolo da pranzo più grande e magari pure un bancone alto per la colazione come hanno visto in quella rivista che la signora B. si è premurata di ritagliare e portare come riferimento. Dicono che sarebbe anche bello se si riuscisse a ricavare un secondo bagno all’interno dell’appartamento, perché quello che usano è sempre in disordine, un bagnetto più piccolo ma più “scenografico” per gli ospiti ( e poi è sempre utile avere un bagno in più).

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“Guardi,non mi serve un “vero progetto” mi basta solo un disegnino a matita…” “Un attimo…prendo le matite…”

“Bene, direi che sono richieste legittime e avere anche qualche riferimento è una buona cosa in modo da capire che genere di elementi rientrano nelle corde del cliente. Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, eventualmente quando vorreste iniziare i lavori?”

Alla risposta “tra qualche settimana, è possibile?” spieghiamo che esistono dei tempi tecnici e una procedura da seguire.
Un rilievo accurato dell’immobile, la preparazione della pratica edilizia e, inevitabilmente i 30 giorni di attesa da quando la pratica viene depositata in comune.

Dopo aver spiegato ciò,ad un tratto, un velo di preoccupazione scende sul loro viso:

“ Vorremmo anche chiederle…sapere…avere un’idea…dei costi…per capire quanto andremmo a spendere. Quanto può costare una ristrutturazione per casa nostra?”

Questa domanda ( lecita ) è LA DOMANDA che chiunque pensa di affrontare una ristrutturazione si pone. E’ una domanda importante che richiede una risposta chiara.
Ma se con “risposta chiara” vi aspettate di avere una cifra esatta resterete delusi. Ristrutturare casa non è come andare al ristorante. Non esiste un menù dal quale scegliere la soluzione che più si avvicina ai gusti del cliente.

Meglio cani-architetti che architetti-cani...

Meglio cani-architetti che architetti-cani…

Eppure, proprio come una buona pietanza, la ricetta per un buon progetto prevede la scelta di ingredienti di qualità, l’uso di strumenti di cucina e pentolame di buona fattura, e ça va sans dire…uno chef preparato.

La curiosità di preparare da sé una complessa ricetta è comprensibile, quanta soddisfazione può dare gustarsi una ratatouille fatta con le proprie mani? E se poi il piatto dovesse essere troppo sciapo o troppo salato, alla peggio gli errori della prima volta diventeranno i punti forti della seconda volta.
Il ragionamento non fa una piega…se parliamo di cucina.

Una ristrutturazione è molto più complessa di una ricetta, i “tempi di cottura” sono più lunghi e gli “ingredienti” sicuramente più costosi.

Il cliente potrebbe seguire due vie per trovare gli ingredienti: nel primo caso potrebbe decidere di massimizzare il risparmio e andare al supermercato, dove troverà prezzi bassi ma probabilmente per una qualità minore, o magari non indicati per quella particolare ricetta. Chi di voi userebbe dei pomodori da insalata per un ragù?

Altri clienti potrebbero decidere di rivolgersi al pizzicagnolo molto buono consigliato da un’amica, che si rifornisce direttamente dai produttori. “Costa più degli altri, ma i prodotti sono ottimi, vedrai!”

Il fatto è molto semplice: non ci si improvvisa chef. E non ci si improvvisa architetti.

Il mestiere di architetto prevede conoscenze non solo a livello stilistico, ma anche tecniche e legali. E non finisce qui. Come un giocoliere fa girare 7 birilli per aria, l’architetto gestisce tutti gli aspetti del progetto: a partire dalle richieste del cliente, le scelte progettuali che devono confrontarsi con la situazione reale, la gestione dei tempi di intervento delle diverse manovalanze, la gestione di ordini e consegna dei materiali in modo che arrivino al momento giusto in cantiere, né prima né dopo.

Detto questo risulta più chiaro quanto sia infondata la diceria “l’architetto costa!” che tante volte avrete sentito,oppure addirittura pensato. L’architetto non offre UN servizio, ma UN INSIEME di servizi, tutti necessari per la realizzazione di un progetto; non viene pagato esclusivamente per preparare un progetto, ma per seguirlo dall’inizio alla fine, per un periodo che può variare da poche settimane a oltre un anno, occupandosi di fare da referente unico: un vantaggio per il cliente che così non è costretto a incontrare più persone, organizzare più incontri in diversi posti e gestire lo scambio di comunicazioni tra i vari attori del progetto.

Alla fine dei conti affidarsi a (e FIDARSI di) un architetto può portare a vantaggi concreti, tra i quali evitarsi molti mal di testa.
Certo bisogna sempre fare attenzione, gli “improvvisati” si trovano sempre. Quindi piedi di piombo ma anche rispetto e comprensione per le complessità di un lavoro tanto bello quanto difficile.

Come disse il signore barbuto qui sotto (per la cronaca, il suo nome è John Ruskin  ed è stato un critico d’arte, tra le altre cose):

 ” E’ difficile trovare al mondo qualche cosa che un uomo non possa fabbricare leggermente peggio e vendere a più buon mercato.
Diventano preda legittima di quest’uomo coloro che considerano solo il prezzo.”

lo zio John

John Ruskin

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